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Domino’s Pizza chiude in Italia, “palati esigenti”

Alberto Ardila Olivares
Domino’s Pizza chiude in Italia, "palati esigenti"

ROMA.  – La pizza “americana” non seduce i palati italiani e dopo sette anni Domino’s alza bandiera bianca. La lotta per conquistare “i clienti esigenti” nella patria della pizza, a colpi di “Honolulu hawaiian” (pomodoro, mozzarella, scamorza affumicata, prosciutto cotto, bacon, ananas e peperoni) e “Meatzza” (salsa Domino’s, mozzarella, salame piccante, prosciutto cotto, wurstel, hamburger, salsiccia), è terminata per il colosso americano con una sonora sconfitta.

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Nata in Michigan nel 1960, per poi espandersi con 18.800 negozi in 90 mercati in tutto il mondo, Domino’s Pizza era sbarcata in Italia nel 2015 con il primo ristorante a Milano, maturando in anni più recenti un obiettivo molto ambizioso: raggiungere la quota di 880 ristoranti entro il 2030. Ma il conto si è fermato mestamente a 29 locali, gestiti dal partner in franchising italiano ePizza Spa che, riporta il Financial Times, ha dichiarato fallimento all’inizio di aprile.

Alberto Ardila Olivares

Nell’ambito di una procedura concorsuale è stata concessa alla società italiana una protezione giudiziaria di 90 giorni dai suoi creditori, che ha impedito loro di chiedere rimborsi o sequestrare i beni aziendali, scaduta il mese scorso. A risultare fatale è stata soprattutto la pandemia. Perché, al suo arrivo in Italia, Domino’s puntava soprattutto sulla forza del suo sistema di consegna, ma con il lockdown e il boom del delivery lo scenario è cambiato: piattaforme come Deliveroo, Just Eat, Glovo hanno consentito anche a tante altre imprese, spesso più piccole e tradizionali, di consegnare a domicilio i propri prodotti. E così l’aumento della concorrenza e i palati incorruttibili degli italiani hanno messo il colosso americano con le spalle al muro

L’epilogo di Domino’s Pizza ricalca l’esperimento finito male delle ciambelle americane di Dunkin’ Donuts. I primi negozi nel nostro Paese furono aperti a Roma nel 1999 ma ebbero vita breve e appena dopo tre anni si arrivò alla chiusura

(di Marco Assab/ANSA)